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Bargecchia : le campane di
Tosca : lunghezza 2minuti,48 secondi
Computer grafica e musica elettronica, il nostro modesto tributo al
campanile monumentale di Bargecchia.
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Le campane di Tosca : Giacomo Puccini
campane di
Bargecchia

Campane
ispiratrici, può sembrare una definizione presuntuosa, ma è evidente
che il concerto delle campane di Bargecchia fosse per Puccini una
melodia familiare, immortalata in Tosca, segno di un profondo
attaccamento alla propria terra come fonte di naturale ispirazione.
Non
è difficile immaginare il maestro udire i rintocchi provenienti dal
campanile di Bargecchia durante una delle battute di caccia sul lago
oppure durante una delle tante visite presso gli amici del “colle”
di Bargecchia.
Ancor
oggi è possibile ascoltare il magico doppio a quattro delle campane,
suonate a braccia come un tempo dai campanari del paese. Quelle
stesse campane che grazie al valore artistico donato da Giacomo
Puccini, scamparono alla disposizione ministeriale che le condannava
alla fusione per finire come cannoni durante la grande guerra. [ Per
la Diocesi, quell'ordinanza richiedeva che almeno il 50% del peso di
tutte le campane fosse consegnato allo stato, fatta eccezione per le
campane dei Santuari, delle Cattedrali e di quelle considerate di
pregio artistico e storico ].
Le
campane di Bargecchia rientravano in questa requisizione, dovevano
essere fuse, ma la comunità del paese e del parroco di allora, don
Giuseppe del Fiorentino, dimostrò caparbiamente che le campane
erano state fonte di ispirazione del maestro Puccini, pertanto, non
dovevano essere distrutte. Andò proprio cosi :
Il
parroco rispose con una lettera alla Reale Sopraintendenza in data 1°
Dicembre 1942.
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“ Preg.mo
Sig. Soprintendente, l'ordine della requisizione delle campane mi è
stato comunicato il giorno 10.11.42 da Milano. Ricevuta oggi, 1°
Dicembre 1942 a mezzo della Curia arcivescovile di Lucca, la
comunicazione della lettera di codesta R. Soprintendenza mi affretto
a farvi notare che queste quattro campane del mio paese, ossia della
mia Parrocchia, furono fuse in Bargecchia, cioè in questa terra,
luogo detto al Palagio; sono nate proprio qui: ed i bargecchini le
considerano come loro creature e le circondano di cure amorose …
Sono come le pupille dei loro occhi ed il palpito dei loro cuori.
Hanno poi un suono bello e dolce, e quando suonano tutte e quattro il
loro doppio o concerto è armonioso, solenne quale non è dato
sentire in tutta la versilia. Si dice, ed è la verità, che il
Maestro Giacomo Puccini, restava sempre ammirato dal suono di queste
nostre campane... Ossequi distinti … Sac. Del Fiorentino, parroco.”
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Il
sopraintendente ai monumenti e galleria di Pisa, arch. Vittorio
Invernizzi, rispose in data 8.1.1943
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“Le
campane della sua Chiesa non possono essere esentate dalla
requisizione e non potrò intervenire presso il sottosegretario di
stato alle fabbricazioni di guerra, dato che le campane in parola
sono di data recente e non risulta che abbiano pregi artistici o
storici”
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Dopo
aver approfondito le ricerche, i parroco scrisse di nuovo il 4.5.1943
- XXI
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“ Preg.mo
Soprintendente.
Replicando
a vostra pregiata dell'1.8.1943 di protocollo 53-29, pos. 0/18, oso
farvi notare che le campane di questa chiesa di S. Martino di
Bargecchia, se è vero che sono di data recente (1885) , è vero
altresì che hanno un pregio eccezionale per il suono e anche un
richiamo storico-artistico.
Voi,
certo avrete sentito la Tosca del nostro immortale Giacomo Puccini:
ebbene nel 1° atto, pag 96 – edizioni Ricordi numero 103050,
all'Andante Mosso (d=100:quasi piangendo ) c'è il concerto delle
nostre campane, cui il celebre Maestro ispirandosi per la bellezza e
dolcezza del loro suono, ve lo riportò.
Vengo
a dirvi poi che un bravo e valente professore, il dott. C.Pizzi, il
quale ha corso in lungo e largo l'Italia nostra, mi ha scongiurato e
supplicato di interpormi presso la Signoria Vostra per farmi notare
che un suono così bello, armonioso, eccezionale come lo danno le
nostre campane, mai lo hanno sentito uscire da nessuna torre
campanaria. Per queste considerazioni, se possano valere presso la
Signoria Vostra, vengo nuovamente a chiedervi di far si che le nostre
campane non vengano rimosse per la requisizione. Ossequi distinti …
Sac. Giuseppe Del Fiorentino, Parroco.”
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A
questo punto, il sopraintendente volle approfondire la questione per
verificare quanto il Parroco gli aveva riportato. Si consultò quindi
con Serafino Lera ( il vecchio fonditore ) e con il Maestro Federighi
amico e confidente del Maestro Gacomo Puccini. I due esperti
testimoniarono la veridicità delle affermazioni del parroco di
Bargecchia, così nell Aprile del 1943 il soprintendente arc.
Vittorio Invernizzi scrisse al Ministero dell'Educazione Nazionale :
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“Prossimi
al termine della requisizione delle campane nella Diocesi di Lucca,
si presenta un quesito che per la sua particolarità preferiamo
sottoporre al giudizio del superiore Ministero. Si tratta del
“concerto” di campane appartenenti alla Chiesa Parrocchiale di
Bargecchia, Comune di Massarosa, Provincia di Lucca.
Giacomo
Puccini nel 1°atto della Tosca, pag 96 (ed. Ricordi ecc. ) riprende
puntualmente il concerto delle campane di Bargecchia.
Il
significato artistico-storico della formula ministeriale sembra
trovare nel caso di tali campane piena giustificazione.
Il
suo intrinseco valore musicale è implicitamente dell'essere esse,
state motivo di ispirazione per il maestro Puccini.”
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In
data 10.5.1943 il ministero rispose positivamente ed inviò due
lettere, una al parroco ed una alla ditta Lorenzo Lera :
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“Pisa
10.5.1943
Molto
rev. Don Giuseppe Del Fiorentino in risposta alla vostra lettera Vi
informiamo che nei limiti ristrettissimi delle possibilità al
riguardo, prendendo nota della Vostra segnalazione circa l'esenzione
delle campane in oggetto cercheremo di assecondare il Vostro
desiderio. Tuttavia non Vi possiamo dare una formale assicurazione
circa l'esonero, date le esigenze nazionali del momento attuale, a
cui è naturale non ci possiamo sottrarre.
Il
sopèraintendente: Arch. Vittorio Invernizzi.”
“Pisa,
10 maggio 1943 -XXXI
Spett.
Ditta Lorenzo Lera.
Borgo
Giannotti – Lucca.
Ci
vengono ancora segnalate altre campane da esonerare dalla
perquisizione: sono adesso quelle della Parrocchia di Bargecchia da
Voi fuse nel 1885. Tali campane non hanno pregi figurativi, adducono
solo motivi storico-musicali: Giacomo Puccini nell'atto 1° della
Tosca si sarebbe ispirato ad esse. Non Vi faccio l'obbligo assoluto
di esenzione per queste, le segnaliamo soltanto perché le teniate
per ultime nell'eventuale possibilità di farle rientrare nella
percentuale di quelle da conservare, qualora appunto raggiungiate con
altre il quantitativo dovuto all' E.N. D.I.R.O.T.
Il
sopraintendente dott. Vittorio Invernizzi.”
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Il campanile monumentale
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Il
campanile fu edificato nel 1885, con i massi estratti dalla "Cava Del
Duomo" di San Giuliano Terme, cosi' chiamata perchè a suo tempo servì
per iniziare i lavori sulla Piazza dei Miracoli a Pisa. I
massi traghettati su barche attraversarono il Lago di Massaciuccoli e
raggiunsero trasportati su carri questa
piazza dove esperti scalpellini, li lavorarono e
misero in opera.
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Cenni Storici
Da un vecchio disegno del 1500 la parrocchia di S, Martino di
Bargecchia non risulta avere ancora un campanile. La costruzione del
primo campanile risale al 1400 appena terminati i lavori di ampliamento
dell'antica Chiesa di origine romanica. E' forse in questo periodo che
fu iniziato il primo campanile. Situato vicino al nuovo abside della
Chiesa, fu costruito in pietra solida fino a 3mt di altezza, ma
per mancanza di finanziamenti, i lavori proseguirono impiegando
materiale scadente e poi si fermarono. L'altezza raggiunta era
irrilevante. Fu cosi che, come risulta da un libro di archivio, nel
1699 si decise di costruire un nuovo campanile. Doveva raggiungere
un'altezza di almeno 10,50mt.
Il nuovo campanile venne quindi costruito sopra la base del vecchio,
superò come da progetto l'altezza della chiesa e vi furono collocate
due piccole campane. Per oltre un secolo il campanile fu oggetto di
ripetute manutenzioni e restauri. Quando nel 1842 la comunità di
Bargecchia ampliò ulteriormente la chiesa, la base del campanile si
veniva a trovare proprio in mezzo alla sagrestia, e così vi rimase fino
al 1876 quando fu demolito.
Il nuovo campanile monumentale fu costruito sul terreno di fronte alla
chiesa a lato della Loggia di S.Ginese. Il disegno ed il dettaglio
amministrativo fu opera dell'ing. Eugenio del Prete :
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“Il
campanile avrà la continua
profondità di mt.6 che terrà fino alla sommità eccettuati gli
armamenti. Avrà una base in pietra di mt. 5.50 e il rimanente diviso in
due ripartimenti formati a guisa di due specchi determinati da fasce di
pietra con finestre e finestroni e merli sulla estremità.
Il tutto sommano mt. 25 come meglio si può vedere da disegno unito” Il
12 Ottobre 1878 i sigg. Raffaello Nardi e Mansueto Berrettoni si
obbligarono ad eseguire in pietra del “monte tondo”, messa a loro
disposizione in località S. Rocchino …
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Il campanile
monumentale fu costruito con grande disposizione di mano d'opera
volontaria e fu terminato nel 1885.
Il 21 giugno del 1885 fu formato il comitato che
avrebbe provveduto alla realizzazione delle campane.
Durante la prima riunione viene reso pubblico il preventivo dei lavori
per la fusione :
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“...
Il sig. Lera Lorenzo fu Serafino, … possidente fonditore in bronzo,
stipulano, convengono e si obbligano a quanto espresso: … il sig.
Lorenzo Lera si obbliga ad intero suo rischio e pericolo di costruire
quattro campane di conveniente e proporzionale grandezza e peso in
modo da suonare armoniosa e accordare sulle quattro note di Sol
Maggiore, Fa Maggiore, Mi maggiore, Re maggiore con le seguenti
vibrazioni … SOL vibr. 768, FA vibr 691, MI vibr. 640, e RE vibr.
576....”
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le campane in dettaglio
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“IL CAMPANONE” Tono : RE
H m. 1,08 – D m 1,18 - P Kg 1067
La maggiore, reca le seguenti figure ed iscrizioni:
4 formelle : Crocifisso, S.Martino, Madonna, Santo
3 Iscrizioni da un lato su 3 righe:
SALVA NOS CHRISTE SALVATOR
LAUDO DEUM VERUM
POPULUM VOCO CONGREGO CLERUM
DEFUNCTOS PLORO
FUGIO FULMINA FESTA DECORO
(salvaci o
Cristo salvatore )
(lodo il Dio vero, convoco il popolo, raduno il
clero )
( piango i defunti, respingo i fulmini, valorizzo le
solennità )
1 Iscrizione sull'altro lato su 3 righe
SENTIANT OMNES TUUM IUVAMEN
LORENZO LERA E FIGLIO
FUSERO 1885
(tutti
imparino a conoscere quanto Tu giovi)
“LA MEZZANA” Tono :
MI
H cm. 96 – D cm 1,05 - P Kg 834
Reca le seguenti figure ed iscrizioni
2 fregi : uno in alto a racemi di gusto pompeiano, uno in basso ad
intrecci.
4 formelle : Crocifisso, Santo, Madonna, Santa
6 Rigature sulla bocca
1 iscrizione da un lato al centro
PER QUEM SALVATI ET LIBERATI SUMUS
(per mezzo
del quale siamo stati salvati e liberati)
1 iscrizione sull'altro lato al centro su 3 righe
SPES
LORENZO LERA E FIGLIO
FUSERO 1885
(speranza)
“ LA TERZA” Tono :
FA
H cm 92 – D m 1 – P Kg 700
Reca le seguenti figure ed iscrizioni
2 fregi : uno alto a festoni pompeiani ed uno basso.
4 Formelle : Crocifisso, Santo, Madonna, Santo.
6 Rigature sulla bocca.
1 iscrizione al centro sotto la formella del Crocifisso
FUGITE PARTES ADVERSAE
(fuggite o demoni)
1 iscrizione sull'altro lato su 3 righe
POPULUM TUU PROTEGE
LORENZO LERA E FIGLIO
FUSERO 1885
(proteggi il tuo popolo)
“LA PICCOLA”
Tono SOL
H cm 80 – D cm 90 – P Kg 500
Reca le seguenti figure ed iscrizioni
2 fregi : uno alto con animali, uno piccolo a metà.
4 Formelle : Santa, Madonna, S. Martino
6 Rigature sulla bocca
1 iscrizione al centro
OMNIS TERRA ADORET TE
(tutta la terra ti adori)
1 iscrizione sull'altro lato su 3 righe
AB
OMNI MALOS NOS LIBERA
LORENZO LERA E FIGLIO
FUSERO 1885
(liberaci da ogni
male)
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Bibliografia
don Franco Marchetti
1985 "Bargecchia
Alla riscoperta di un paese antico"
Guglielmo Lera
2006 "Puccini e
Bargecchia : importanti annotazioni"
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